C’era una volta, in un paese lontano lontano, un gigante estroverso che amava fare festa insieme agli amici elefanti. Era vecchissimo, con i capelli di color bianco panna e per muoversi usava un albero di ciliegio. Aveva 3 occhi, uno dei quali era microscopico tanto da essere scambiato per un brufolo fastidioso. Un brutto giorno di autunno, si svegliò triste e andò a passeggio in cerca dei suoi amici elefanti. Ad un certo punto, però, la sua testa fu coperta da delle nuvole grigie tempesta e, non vedendo nulla, inciampò su un letto e, sfinito dal dolore, si addormentò fino al giorno dopo. Arrivò il suo amico elefante, anche lui gigante e gentile, che lo svegliò dolcemente con la canzone del buongiorno: “Buongiorno, buongiorno, con gioia vi do il buongiorno più caloroso buongiorno, buongiorno, con gioia vi regalo il sorriso più grande…”.
La rabbia Io sono arrabbiato e ho il viso tutto arrossato. Il cuore mi batte fortissimo tanto che sento caldissimo. Le mie sopracciglia sono inarcate, pancia, braccia e gambe intrecciate. è degli altri la colpa, e a me tanto importa. Non so cosa fare, una soluzione devo trovare. Urla, calci, pugni, pianti o stare da sola, forse non è ancora ora. Un modo per calmarmi devo trovare mi prendo del tempo per pensare.
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